Educare alla lentezza: logistica, giovani e il valore di “unire i puntini”

Educare alla lentezza: logistica, giovani e il valore di “unire i puntini”

Educare alla lentezza: logistica, giovani e il valore di “unire i puntini”

Viviamo in un’epoca in cui la velocità sembra diventata la misura di ogni cosa. L’informazione corre, le decisioni si accorciano, i cicli di vita dei prodotti sublimano. Ma in questo scenario accelerato, la logistica continua a ricordarci una verità antica: senza capacità di collegare i punti - persone, processi, informazioni - nessuna rete funziona davvero.

È una lezione che affonda le sue radici nella storia. Giulio Cesare aveva identificato nella logistica una funzione essenziale, seppure silenziosa, per il successo delle sue campagne. Oggi quella stessa disciplina accompagna la crescita di reti globali e forma la spina dorsale del mondo in cui viviamo. È complicata, certo, perché fatta di equilibri delicati tra costi e servizio, ma il suo scopo resta quello di rendere semplice ciò che appare difficile.

Nel volume Logistica e Supply Chain per non addetti ai lavori abbiamo provato a raccontare questo mondo in modo diverso, utilizzando un linguaggio capace di dialogare sia con chi è cresciuto nell’analogico, sia con chi appartiene a una generazione digitale, che rischia di smarrire - nella fretta - la dimensione del tempo e dello spazio.

Lo smartphone, oggi protesi naturale di ogni adolescente, ha conquistato il mondo in soli cinque anni: una rapidità che ha cambiato abitudini, relazioni e persino il modo in cui si forma il nostro cervello. Le neuroscienze mostrano come la ricerca costante di gratificazione immediata possa generare dipendenza e minare la capacità di attenzione e di giudizio, soprattutto in un’età in cui non si hanno tutte le facoltà per autodeterminarsi.

È un tema che tocca da vicino la formazione, l’apprendimento e la crescita professionale dei giovani che incontriamo ogni giorno in aula. Perché la logistica richiede proprio ciò che la velocità digitale tende a erodere: la capacità di osservare, di collegare, di costruire legami causa-effetto, per le quali serve allenamento, gradualità, tempo.

Perché la logistica - come l’educazione - ha un compito preciso: costruire ponti.
Tra passato e futuro, tra analogico e digitale, tra generazioni che devono imparare ad ascoltarsi. E ricordare ai più giovani che la velocità è utile solo se c’è una direzione. La nostra responsabilità è aiutarli a trovarla.

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Logistica e Supply Chain per i non addetti ai lavori

di Michele Palumbo, Valeria Belvedere, Mario Di Pietro

Per approfondire queste tematiche, suggeriamo la lettura del volume “Logistica e Supply Chain per i non addetti ai lavori”, pubblicato da McGraw Hill.

Il libro propone un esperimento narrativo e didattico: restringere lo spazio all’antica Roma ed espandere il tempo a duemila anni, per ridurre simbolicamente la velocità e restituire valore alla lentezza, alla riflessione, alla continuità. Un modo per offrire ai giovani una storia in cui ritrovare un orientamento, uno sguardo più ampio e un contesto a cui appartenere. Perché Roma - con la sua capacità di costruire strade, acquedotti, reti - è ancora oggi una straordinaria metafora di integrazione e di visione sistemica.


A proposito dell'Autore

Michele Palumbo, è Professore a contratto presso l'Università Cattolica di Milano, docente di Operations e Supply Chain presso alcuni fra i principali atenei (Politecnico di Milano, di Torino, LIUC, Bocconi), è stato per oltre 20 anni coordinatore scientifico dei corsi master presso la Business School de Il Sole 24 Ore.

Ha supportato la struttura commissariale guidata dal Generale Figliuolo nella distribuzione dei vaccini in epoca pandemica ed è attualmente consulente presso il Ministero della Salute su tematiche legate alla tracciabilità farmaceutica.

foto di Michele Palumbofoto di Michele Palumbo
28 gennaio 2026