L'ALGORITMO AI CHE CAMBIERA' IL MONDO?
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© 2026 | Data di Pubblicazione: 26 Marzo 2026
L’AI è una grande sfida presente e futura nei mondi digitali perché è non solo una “rivoluzione tecnologica” come altre nella storia dell’uomo che hanno prodotto protesi dell’intelligenza naturale, ma è anche una rivoluzione “antropol…
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Capitolo 1 Large Language Model (LLM) e il cuore linguistico dell’AI Capitolo 2 La dimensione economica, tecno-sociale e comunicativa dell’AI
Capitolo 3 Organizzazione, tecno- scienze, AI e ibridazione inter-funzionale e agentic- economy
Capitolo 4 Natura del lavoro, capacitazione, poiesi ed AI nell’esperienza e governance del cambiamento
Capitolo 5 Frontiere applicative e diffusione settoriale dell’AI: dalle life science alla chirurgia, da manifattura e logistica alla guerra, dall’arte al turismo all’informatica
Capitolo 6 Cultura d’impresa, algoretica e democrazia tra intelligenza e coscienza
Capitolo 7 Geopolitica dell’AI tra sovranità digitale, digital commons e ruolo dell’Europa nei dilemmi della crescita. Considerazioni non conclusive
Capitolo 3 Organizzazione, tecno- scienze, AI e ibridazione inter-funzionale e agentic- economy
Capitolo 4 Natura del lavoro, capacitazione, poiesi ed AI nell’esperienza e governance del cambiamento
Capitolo 5 Frontiere applicative e diffusione settoriale dell’AI: dalle life science alla chirurgia, da manifattura e logistica alla guerra, dall’arte al turismo all’informatica
Capitolo 6 Cultura d’impresa, algoretica e democrazia tra intelligenza e coscienza
Capitolo 7 Geopolitica dell’AI tra sovranità digitale, digital commons e ruolo dell’Europa nei dilemmi della crescita. Considerazioni non conclusive
L’AI è una grande sfida presente e futura nei mondi digitali perché è non solo una “rivoluzione tecnologica” come altre nella storia dell’uomo che hanno prodotto protesi dell’intelligenza naturale, ma è anche una rivoluzione “antropologico- sociale” per i forti connotati linguistici e comunicativo- relazionali. Una leva mutante del nostro modo di lavorare e consumare ma anche di pensare, di agire e decidere automatizzando molte nostre attività cognitive oltre che di reasoning. L’AI potenzia un lavoro capacitato esplorativo di decisioni e analisi delle conseguenze (funzioni predittive o meta-redittive) e come Agency di supporto alla connettività tra azione- decisione e creatività, tra corpo, mente e coscienza. Le macchine AI non pensano e non sono consapevoli ma sono un utile supporto ad una azione creativa (individuale e collettiva) come brain interconnesso e plurale verso un salto tecno-scientifico e strategico-operativo per offrire soluzioni alle grandi sfide del presente (demografiche, sanitarie, di sicurezza e geo-politiche), toccando i temi della salute (anche digitale), del benessere e della felicità. Con effetti tanto più diffusi e rilevanti quanto più saprà accoppiarsi senza confusioni all’Intelligenza Naturale Collettiva (INC) di rinforzo alla democrazia liberale e alla creatività. Una intelligenza artificiale generativa (IAG) con una natura “ibridante” di competenze, capacità, saperi condivisi e di agency, oltre che di organizzazione e processi decisionali e di un agire trasformativo di imprese e supply chain, potenziando la produttività cognitiva. Per questo il controllo sull’AI dovrà essere più distribuito e meno concentrato valorizzando concorrenza e mercati aperti. I rischi che presenta sono tuttavia rilevanti, da cui l’urgenza di regole etiche o algoretiche necessarie a guidare l’AI come general purpose technology in una chiave regolatoria (sovra) continentale e multilaterale per i diritti della persona. Agendo su Politiche industriali e formative di scala vasta e sistemiche con una Europa allargata che recuperi i ritardi (di difesa, industriali e commerciali) anche a protezione del suo modello sociale di welfare.
Luciano Pilotti è professore ordinario di Economia e Gestione delle Imprese presso ESP - Department of Environmental Science and Policy dell’Università degli Studi di Milano e si occupa di innovazione aperta, ecologie del valore, management della sostenibilità e CSR, geopolitica dell’AI tra responsabilità, eco- business, organizzazioni dinamiche e co-leadership. È autore di oltre 250 articoli scientifici e 25 libri sui temi di impresa, reti e governance strategica e territoriale. Ha conseguito il Dottorato di Ricerca all’Università Cà Foscari di Venezia e svolto attività sperimentale presso il Cescom dell’Università Bocconi dal 1985 al 2000. Ha insegnato all’Università di Udine, Padova e all’USI, Università della Svizzera Italiana, e vari periodi di Visiting in particolare presso Durham Business School (UK). All’Università degli Studi di Milano dal 2000. Collabora con molteplici testate giornalistiche nazionali e piattaforme on-line su temi di economia, impresa e geopolitica.
Luciano Pilotti è professore ordinario di Economia e Gestione delle Imprese presso ESP - Department of Environmental Science and Policy dell’Università degli Studi di Milano e si occupa di innovazione aperta, ecologie del valore, management della sostenibilità e CSR, geopolitica dell’AI tra responsabilità, eco- business, organizzazioni dinamiche e co-leadership. È autore di oltre 250 articoli scientifici e 25 libri sui temi di impresa, reti e governance strategica e territoriale. Ha conseguito il Dottorato di Ricerca all’Università Cà Foscari di Venezia e svolto attività sperimentale presso il Cescom dell’Università Bocconi dal 1985 al 2000. Ha insegnato all’Università di Udine, Padova e all’USI, Università della Svizzera Italiana, e vari periodi di Visiting in particolare presso Durham Business School (UK). All’Università degli Studi di Milano dal 2000. Collabora con molteplici testate giornalistiche nazionali e piattaforme on-line su temi di economia, impresa e geopolitica.